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il sole conviene anche senza incentivi

Lo sviluppo tecnoclogico e il progressivo abbassamento dei prezzi dei moduli fotovoltaici renderà la produzione elettrica dal sole sempre più conveniente. Uno studio realizzato dal Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Padova, prospetta il 2014 come l'anno in cui converrà produrre elettricità in casa con i pannelli fotovoltaici, senza l'aiuto di alcun incentivo. Per impianti più grandi, 200 kWp, il risultato verrà addirittura raggiunto a metà del 2013, mentre per il resto della Penisola il traguardo è poco più lontano. Al Centro Italia l'energia autoprodotta sarà competitiva rispetto a quella acquistata dalla rete nel 2016 per  ipiccoli impianti da 3 kWp, e un anno prima per quelli da 200 kWp. Al Nord la "grid parity" in autoconsumo si raggiungerà per i piccoli impianti nel 2017 e per quelli con potenza superiore nel 2016. Il lavoro parte dall'analisi dell'andamento dei costi dei moduli e dei componenti, previsto dalle principali società di ricerca e dall European photovoltaic association. Nello specifico i moduli fotovoltaici dovrebbero passare dai circa 1,4 euro/Wp attuali a circa 1 euro/Wp entro il 2013. Il sistema fotovoltaico completo installato per i piccoli impianti domestici da 3 kWp dai circa 3600 euro/kW attuali al 2800 euro/kW nel 2014
 tratto da Terra Nuova ed. aamtra  .

mattoni in canapa











Ecco i nuovi blocchi da costruzione presentati da un'azienda francese che si chiama Easy Chanvre. Si tratta di mattoni composti da trucioli di canapa per il 38 %, da calce aerea per il 51% e da calce idraulica per l' 11%. La società che li produce dichiara una conducibilità termica lambda di 0,095 W/mK. Il sistema costruttivo brevettato è costituito da struttura portante in legno e tamponamenti eseguiti con questo interessante blocco.
http://www.easychanvre.fr

video

Il costo di una casa in legno


Uno dei più grandi equivoci in cui si imbatte una persona che vorrebbe costruire una casa in legno è quello relativo al costo di costruzione finale.
E' bene tenere sempre a mente un concetto fondamentale: una buona casa prefabbricata in legno, che duri negli anni e capace di offrire un ottimo isolamento termico e acustico e poi un concreto risparmio energetico ed offrire un'alta qualità della vita interna sia in estate che in inverno, non può costare meno di una casa costruita in edilizia tradizionale.
Oppure, volendo può anche costare un po' meno, ma non può certo offrire un risparmio economico così sostanzioso. La persona che cerca una casa in legno lo fa per la sua convinzione personale, perchè ama la sostenibilità delle risorse e ha a cuore l'ambiente, ma anche perchè vuole risparmiare, ma non in termini di risparmio di denaro immediato, quanto in termini di riduzione della spesa di esercizio futura e al massimo comfort.

Molte persone sono alla ricerca di una casa a bassissimo costo, ..... pensare di comprare una casa vera a 600/900 euro al metro quadro è un'illusione. Un'abitazione prefabbricata in legno di buona qualità che offra benessere e risparmio energetico costa da 1.400  al metro quadro in su. Il costo risulta dall'uso di materiali di alta qualità, di infissi a risparmio energetico con vetri a bassa trasmittanza, di materiali isolanti adeguati di buona qualità e durabilità nel tempo, dalle finiture medio alte.

Quando si leggono slogan pubblicitari molto allettanti, occorre verificare bene cosa viene offerto nel prezzo e considerare che il costo della struttura è solamente una parte di quello di una casa "chiavi in mano". Le spese per le opere di finitura sono esattamente le stesse di una casa in muratura, è solo la struttura portante che cambia.
Attenti il solo fatto poi di acquistare una casa in legno, non significa che questa sia a basso consumo energetico e poi ricordiamoci, spendere un po' di meno per poi ritrovarsi in una casa caldissima d'estate e freddissima d'inverno non è certo un buon investimento.

T A N D E M architetti per natura

costruire con la paglia

vuoi risparmiare?


per approfondire clicca qui


L’approccio della “Straw-Bale House”

Per quanto possa sembrare curioso, divertente o eccentrico prendere in considerazione la paglia per l’edificazione di una casa, l’utilizzo di questo materiale povero per costruire case e ripari risale agli albori dell’umanità ed è tecnica costruttiva propria di culture anche molto diverse e distanti fra di loro. A partire dal tardo ‘800, l’innovazione tecnologica ha messo a punto la tecnologia per imballare e comprimere in forme rettangolari la paglia stessa: . da questo momento divenne naturale usare direttamente queste “balle” come mattoni. Pare che ad utilizzare per primi questa tecnica per edificare case e chiese siano stati i pionieri americani del Nebraska in difficoltà nel reperire altri materiali da costruzione.. Le balle di paglia dimostrarono subito proprietà uguali o in qualche caso addirittura superiori rispetto ai materiali utilizzati a quel tempo, tanto da assicurarne un uso piuttosto esteso. Attualmente viene impiegato in strutture murarie portanti o di tamponamento, ma la sua diffusione come materiale di costruzione è sempre stata limitata dallo scetticismo provocato sia dalla vulnerabilità al fuoco che dalla supposta deteriorabilità nel tempo. Le costruzioni con paglia sono state realizzate principalmente negli Stati Uniti, mentre in Europa gli esempi sono ancora pochi mancando sufficienti certificazioni circa la capacità portante e il comportamento meccanico di questo materiale. Ma perchè usare la paglia? Si tratta innanzitutto di un prodotto di scarto agricolo, proveniente in particolare dalla raccolta dei cereali. tradizionalmente utilizzata come lettiera per gli animali da allevamento. È pertanto una intelligente forma di riciclaggio. La caratteristica principale di questo materiale è la sua conducibilità termica (circa 0.20 W/m²K) davvero molto bassa rispetto agli standard normalmente richiesti per le costruzioni con materiali “convenzionali” ( intorno ai 0.40 W/m²K ). Essa garantisce inoltre la perfetta traspirabilità delle pereti in cui viene utilizzata ed evita pertanto fenomeni di condensa superficiale assicurando un ottimo confort negli spazi abitativi e un ambiente di vita più sano. La paglia è inoltre materiale perfettamente biodegradabile, maneggiabile con facilità ed il suo costo in termini di energia combustibile per la raccolta, l’imballaggio e il trasporto in cantiere (energia “grigia”) è molto più basso di qualsiasi altro materiale utilizzato in edilizia. La paglia risulta inoltre materiale facilmente deformabile che consente una notevole creatività nel dare forma alle pareti mediante semplice “battitura” in sede di assemblaggio. Contrariamente a quanto avviene con materiali tradizionali è possibile pertanto progettare una casa con pareti curve, nicchie, andamenti circolari, senza influire significativamente sul costo complessivo della realizzazione. In alcuni casi la posa in opera della paglia non richiede particolare precisione consentendo un “fai-da-te” con risparmio sui costi della manodopera. Bisogna tuttavia prestare attenzione ad alcune specifiche problematiche. La paglia costituisce un materiale biodegradabile e come tale è sogetto a deteriorabilità nel tempo causata principalmente dall’esposizione agli agenti atmosferici ed al fuoco; richiede pertanto alcuni accorgimenti in sede di posa in opera e una costante manutenzione nel tempo. Per farla durare a lungo la costruzione deve proteggere la facciata dall’acqua piovana, ad esempio mediante una gronda sporgente; inoltre le balle di paglia devono posare su una adeguata fondazione che le isoli dall’acqua di risalita. Questo può essere ottenuto con uno strato di catrame bituminato posto tra fondazione e la prima fila di balle. La paglia va connessa alla fondazione con tiranti di acciaio. Il materiale sciolto è facilmente incendiabile ma nelle balle la compressione risulta tale da escludere aria sufficiente per la combustione fra le fibre. Come hanno verificato specifici esperimenti condotti negli Stati Uniti, l’esposizione di un muro in paglia a temperature elevate per tempi prolungati (1000°C per due ore) è comunque molto dannosa. Per contenere possibili danni diventa opportuno uno strato di intonaco di calce con spessore attorno ai 3-4 cm. Anche la calce è materiale che consente il passaggio del vapore ed evita quindi che l’umidità rimanga intrappolata fra le balle di paglia impedendo l’innesco di possibili fenomeni di decomposizione. Ulteriore timore legato a questo materiale è il possibile richiamo per insetti o roditori vari, ma lo spessore dell’intonaco, la compressione della paglia e il possibile utilizzo di sottili reti metalliche a rivestimento della muratura fungono da deterrenti efficaci, come dimostrano esperienze documentate. La paglia ha bassa resistenza alla compressione e quindi il suo utilizzo come materiale strutturale è limitato. Nel caso si voglia adottare questa tecnica, è opportuno contenere l’altezza ad un solo piano adottando l’accortezza di trafiggere le balle di paglia con pali in legno, bambù o con barre metalliche per impedirne lo spostamento, garantirne la stabilità e accrescere la capacità portante del materiale. Qualora si intenda invece utilizzare la paglia per murature di tamponamento, il carico dell’edificio verrà trasferito sul telaio portante e la paglia fungerà unicamente da strato isolante tra gli spazi vuoti del telaio. Il prezzo può essere variabile e dipendere dalla tecnica costruttiva utilizzata, tenendo conto che la muratura di una casa incide statisticamente sul costo dell’intero edificio soltanto per un 20% circa. Come accennato, in alcune modalità costruttive è poi possibile un certo grado di “fai-da-te”, che consente una riduzione parziale dei costi di manodopera. Per quanto concerne la necessità di manutenzione per evitare il deterioramento della struttura muraria, i suoi costi vengono compensati dal risparmio sul riscaldamento della casa, garantito dall’elevata capacità isolante delle balle di paglia.

Concludendo, pare superabile il preconcetto che relega l’utilizzo di questo materiale a contesti non urbani o addirittura non “sviluppati”, secondo un concetto occidentale di progresso.


fonte: bioarchitettura-rivista.it

il gas radon ... rischi e rimedi:

Non ha odore nè sapore ed è naturale al 100%, ma è velenoso perchè radioattivo.

Il gas Radon è ufficialmente considerato l'inquinante indoor più pericoloso che c'è. Nella graduatoria della pericolosità pubblicata dall' arpa veneto apprendiamo che è addirittura più pericoloso dell'amianto, eppure per l'amianto esiste una legge per la bonifica degli ambienti domestici e di lavoro. Sempre da fonti scientifiche, si stima che il radon sia la seconda causa responsabile del tumore al polmone, dopo il fumo. Questo gas si trova su alcune rocce del territorio e nelle acque, fuoriesce continuamente dal terreno e si accumula nei locali chiusi delle nostre case. Il gas radon è sempre esistito ed è presente in tutti i tipi di terreno, quello che non deve mai accadere è la concentrazione elevata dentro le nostre case. Oggi come sapete gli ambienti non sono più in grado di "respirare" e quindi il pericolo è proprio quello dell'accumulo. Oggi non ci sono più dubbi sulla nocività del radon, infatti la legge italiana ha una legge che obbliga una soglia massima di questo gas, ma accade solo nei luoghi di lavoro.
Per le abitazioni invece occorre fare riferimento ai valori raccomandati dalla Comunità Europea (CEC 90/143). I locali più a rischio sono i piani interrati, i seminterrati e i piani terra, il rischio diminuisce man mano che ci si allontana dal terreno.
L'arpa veneto ha realizzato una mappatura della presenza del Gas che aiuta ad inquadrare il problema, in ogni caso la mappatura non copre tutto il territorio regionale, ed è in continua evoluzione.

I RIMEDI:
Fortunatamente è possibile misurare la quantità di Gas Radon presente negli ambienti attraverso vari modi. Questo ci permette di valutare il problema e intervenire con opere che risolvono l'accumulo di questo gas velenoso.
Arieggiare spesso i locali, così da eliminare questo gas in attesa di un rimedio definitivo. E' auspicabile controllare la concentrazione del gas in quei locali di soggiorno che spesso sono alloggiate proprio nei piani terra o seminterrati. E' impossibile ridurre a zero la presenza del gas , ma può essere diminuita fino a rendere il rischio compatibile alla vita dell'uomo. E' importante sottolineare che le diverse tecniche di rimedio si possono applicare, nei nuovi edifici, ma anche in modo semplice e poco costoso nelle case in costruzione e in quelle già esistenti. Affidatevi quindi ad un professionista che deciderà, secondo il caso, quale dei rimedi tecnici è più opportuno applicare; ricordatevi che la spesa per bonificare gli ambienti mediamente non è molto alta e si aggira intorno ai 1500/2500 Euro.
Per approfondire clicca su arpa veneto

Feng-Shui

Il legame con la nostra casa condiziona la nostra vita. L'uomo, infatti, come gli spazi che lui occupa, è pura e semplice energia e qualsiasi barriera o struttura che si costruisce intorno a lui, crea delle difficoltà al fluire agevolmente di questa energia, con conseguenze davvero insospettate. La nostra casa respira come un corpo vivente, l’energia vitale si espande al suo interno attraverso le porte e le finestre, fluisce attraverso i corridoi e penetra nelle stanze. Quando essa può circolare liberamente nella casa, si vive felicemente, immersi in una sensazione di comfort e benessere. Ma quando invece incontra degli ostacoli, accade l’opposto
Il Feng Shui è una antichissima tecnica taoista cinese che migliora le condizioni di salute e di armonia delle persone, attraverso il riequilibrio energetico degli ambienti dove esse abitano. Le forme e i materiali utilizzati cambiano sostanzialmente la qualità della vita di una casa, o in un ambiente di lavoro.
"...anche nel nostro Paese innumerevoli sono testi sulla materia e molte le definizioni di diverso spessore circa il suo significato e la sua applicazione, ma il dato di fatto reale è che per millenni (anche dopo la sua messa al bando da parte di Mao Tze Tung), in Cina come in Giappone, Corea, Filippine, India e Malaysia, a Singapore, Hong Kong, Taiwan, Kyoto e Nara si è fatto e si continua a fare ricorso all'esperto Feng Shui per progettare qualsiasi edificio o predisporre un piano ubanistico e lo stesso sta cominciando ad avvenire negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e soprattutto in Europa, in special modo a Londra e nei Paesi di lingua tedeschi. "
Il Feng Shui si utilizza correttamente al fine di migliorare la qualità degli ambienti e la loro positività su noi stessi, ma occorre conoscere per prima cosa che l'equilibrio fondamentale è dato dall'energia degli elementi fondamentali; che sono cinque: Fuoco, Terra, Metallo, Acqua e Legno. Secondo la cultura orientale, è possibile ottenere dei cambiamenti positivi nella propria persona semplicemente modificando alcune parti sostanziali dell' abitazione. Ecco allora che può bastare spostare un mobile o abbattere una parete che l'energia riprende a defluire liberamente, modificando vita e avvenimenti della persona. Certamente, questi cambiamenti avverranno in maniera lenta ma sicuramente percepibile.
Attenzione però, feng shui non significa utilizzare oggetti o simboli provenienti da una cultura diversa dalla nostra, magari anche in contrasto con il nostro gusto e con l‘arredamento delle nostre case. Per creare un ambiente adatto al nostro benessere e quindi alla nostra salute, non occorre avere una casa "New Age"; ma si devono utilizzare strumenti e simboli della nostra cultura o della nostra storia personale.
"In realtà i principi del feng shui sono validi su tutto il pianeta e la conoscenza di questi principi non è prerogativa dei paesi asiatici. E’ utile ricordare che anche in Europa erano presenti conoscenze geomantiche, che purtroppo sono andate dimenticate durante lo sviluppo industriale."
Il fatto è che le fonti orientali, ci aiutano a ri-scoprire l’arte del BEN ABITARE. In Cina il feng shui era parte integrante della vita di tutti i giorni, ma anche lì l’industrializzazione ha sovrastato queste memorie, soprattutto a causa del divieto di praticarlo durante il periodo maoista, tuttavia questo sapere universale si è mantenuto e ora si va ritrovando.

arch. Sabrina Gentilin

Bio-Architettura ed equilibrio contemporaneo



L 'Architettura si mostra come un' attività funzionale, attraverso la quale le singole comunità e i singoli individui procedono al realizzo dei loro bisogni, delle loro esigenze rapportandole successivamente all'ambiente ed eventualmente modificandolo o adattandolo. Spesso allora si può parlare di architettura come funzione, o meglio di architettura funzionale. Ma cosa si intende con architettura funzionale? Semplicemente vuol dire che l'architettura, per sua natura si concretizza nello svolgere banalmente una specifica funzione!
L'architettura è senza dubbio funzionale perché tramite di essa gli uomini, danno vita a processi di modificazione della natura, del territorio a seconda dei propri bisogni.Ma non è tutto qui …. perché questo banalizzazione non sarebbe sufficiente a spiegare anche la valenza culturale dell'architettura. Infatti essa ha anche un valore spirituale e artistico che non può essere slegato da quello materiale-funzionale. Gli edifici che compongono le città dell'uomo si connotano di un valore simbolico poiché oltre alla funzione materiale c'è la compresenza della funzione spirituale. La storia dell'arte e dell'architettura, ci insegna di capolavori costruiti nel passato, che dopo secoli, richiamano visitatori turisti e appassionati da tutto il mondo; questo non soltanto per vedere costruita una specifica funzione, ma perché si tratta di vere e proprie opere d'arte ricche di significato estetico e culturale.Inoltre l'importanza dell'architettura è quella di non essere staccata alla visione del mondo di cui fa parte, e di cui fanno parte anche i suoi committenti e i suoi esecutori. Essa non è "a-temporale", ma inversamente interagisce attivamente alla cultura e alle sue trasformazioni.L'architettura nel corso del tempo diventa così una sorta di immenso archivio storico nel quale si possono rintracciare le diverse basi culturali, religiose e filosofiche di una società. Tant'è vero che a scuola si studiano il susseguirsi degli stili non solo in architettura ma in tutte le arti.In quest'ottica si comprende la bio-architettura; il suo tentativo è quello di permettere un dialogo tra il costruito, l'uomo e l'ambiente naturale. Infatti è solo di recente che si è riscoperta l'esigenza di questo dialogo ossia da quando l'uomo ha preso coscienza dei gravi incidenti planetari e della insostenibilità di un processo industriale e urbano come quello attuale.
Bio-Architettura è quindi la nuova svolta dell'architettura stessa; non è semplicemente una corrente, un'elite, una moda, ma un vero e proprio cambiamento culturale che rispecchia la realtà moderna L'architettura moderna non può non tenere conto del problema del risparmio energetico e della sostenibilità …. e come sempre, le arti precedono un cambiamento di massa rispetto alle idee del passato.
arch. Sabrina Gentilin

Recuperare l'acqua

ottobre 2004

Gli allarmanti eventi, spesso drammatici delle vicende meteorologiche che regolarmente colpiscono anche il nostro paese, mostrano quanto le previsioni di cambiamenti climatici con rilevante impatto ambientale, stiano cominciando a manifestarsi con preoccupante puntualità.L'assenza di pioggia prolungata per alcuni mesi, con letti dei fiumi o torrenti completamente secchi; ci indica i malanni che il nostro paese, seppur ricco di risorse idriche (sicuramente mal-distribuite ma presenti) ha sopportato per troppo tempo. Occorrono nuove consuetudini d'utilizzo e di consumo che entrino a far parte della prassi progettuale dei tecnici progettisti, per far fronte ai nuovi bisogni degli utenti; ma serve anche che tutti assumano nuovi comportamenti nelle abitudini di uso della risorsa acqua. L'impiego dell'acqua è spesso disordinato ed eccessivo, sia per l'acqua potabile che per quella destinata a servizi diversi, tanto da mettere spesso in crisi la disponibilità stessa d'acqua in rapporto al suo ciclo naturale. Da più parti si fa sentire l'esigenza di un risparmio di quest'importante risorsa, facendo uso dove possibile di valide possibilità quali, per esempio, l'acqua di precipitazione meteorica. Si possono mettere in atto diverse strategie di risparmio dell'acqua potabile. Il meno costoso e se vogliamo il più banale, tuttavia il più importante, è il recupero delle acque piovane; importantissimo proprio nei periodi annuali di razionamento. Si possono recuperare le acque piovane semplicemente canalizzando i pluviali del tetto in una cisterna interrata e riutilizzarla per l'irrigazione di giardini terrazzi o anche per usi domestici, come il lavaggio della biancheria e lo scarico del W.C. Con questa semplice precauzione si riesce a risparmiare il dal 30 al 50% dell'acqua potabile.
L'impianto di recupero dell'acqua piovana è composto principalmente da due strade: quella per l'accumulo e quella per il riutilizzo vero e proprio. Il primo possiede le caratteristiche di un comune impianto di scarico pluviale, il secondo è a tutti gli effetti, un impianto idraulico che serve a prelevare l'acqua stoccata nel serbatoio e a distribuirla agli apparecchi che la riutilizzano. Le soluzioni possibili sono diverse, esse sono molto dipendenti dalla disponibilità di spazio dell'utente: il serbatoio può trovarsi in cantina (nei pressi della stazione di pompaggio) così come in giardino (dove può essere interrato o no); oppure il filtro può trovarsi in un pozzetto a parte o essere introdotto nel serbatoio, o ancora sul tetto.Il mercato europeo e italiano propone due sistemi per il recupero dell'acqua piovana: quello per usi di giardinaggio e quello per uso domestico. Il primo raccoglie l'acqua dai tetti, la passa attraverso un filtro che elimina eventuali polveri, scorie o terriccio e la deposita nel serbatoio in polietilene interrato. Una pompa ad immersione spingerà poi l'acqua all'interno dell'impianto di irrigazione o nelle linee d'uso esterno. L'impianto di secondo tipo, oltre al primo filtro e al serbatoio si serve di una piccola centrale compatta dotata di un altro filtro, che attraverso una pompa integrata e una valvola automatica portano l'acqua all'interno dell'impianto ad uso domestico. In mancanza di riserva d'acqua, l'impianto si disconnette dalla cisterna e preleva l'acqua dalla rete dell'acquedotto comunale. In Europa questi impianti sono molto diffusi e collaudati, ma anche nel nostro paese iniziano a diffondersi velocemente, proprio perché non sono eccessivamente costosi e nello stesso tempo consentono un risparmio consistente del consumo annuale d'acqua.

 Un po' di storia:

Si può terminare con un breve cenno storico solo indicativo degli innumerevoli esempi di recupero d'acqua.Nell'ottocento, a Venezia è introdotta la pratica del recupero dell'acqua piovana costruendo opportune cisterne chiamate "vere da pozzo"(grandi gallerie a volta) sovrastate da filtri a sabbia; si tratta forse del più antico esempio di sistema di cisterne per acqua piovana. Sono tuttora visibili nei moltissimi "campi veneziani", ogni campo era un bacino di raccolta dell'acqua piovana che la convogliava dentro un pozzo filtrato. Al centro del "campo" si possono tuttora vedere le "vere da pozzo" che davano accesso all'acqua pulita e stoccata. Ancora nei palazzi veneziani, si trovano sistemi di recupero e stoccaggio dell'acqua che mostrano una raffinatezza della tecnologia e dell'architettura che abbiamo dimenticato, ma che da sempre l'uomo ha studiato e conosciuto.Ancora oggi nell'isola di Pantelleria, gli edifici tipici locali (dammusi) hanno un sistema di raccolta e stoccaggio dell'acqua piovana; per questo motivo i tipici tetti degli edifici sono ricoperti di uno strato di calce bianca. La calce, infatti, è un disinfettante naturale, utilizzato per mantenere pulita l'acqua, che è convogliata in serbatoi de pozzi d'accumulo.
Il problema del recupero d'acqua piovana non è quindi la novità del nostro tempo, ma un problema affrontato seppure con motivazioni differenti, tutte le popolazioni da sempre, spingendole alla ricerca di soluzioni per il migliore sfruttamento possibile di questa risorsa; come facciamo noi adesso!




arch. Sabrina Gentilin

La Geobiologia e il luogo dove sorge la nostra casa


Il luogo dove sorge la nostra casa, influenza la nostra salute. La Geobiologia è la disciplina scientifica che studia le influenze della Terra sulla vita. Esistono complesse interazioni tra il nostro organismo e l'ambiente in cui siamo immersi, al di là di una sensibilità od intuizione istintiva. Sappiamo che il campo magnetico terrestre viene ricreato artificialmente all'interno dello navicelle spaziali altrimenti gli astronauti morirebbero. Dunque l'uomo non può fare a meno del giusto equilibrio delle forze terrestri. I fondatori, della geobiologia, hanno constatato che la patogenesi di molte malattie dipende dall'ambiente in cui si vive. Le "anomalie" geologiche, come faglie o corsi d'acqua sotterranei, l'irraggiamento cosmico e l'irraggiamento tellurico influiscono sulla salute e sul benessere dell'uomo. Il nostro pianeta, infatti come una "cometa magnetica", gira su se stesso spostandosi nell'universo, questi movimenti generano fenomeni magnetici ed elettrici, sia nel suolo che nelle acque e nell'atmosfera. Tali fenomeni alimentano un vasto sistema di particelle e di cariche energetiche in movimento, che sono in stretta relazione tra loro.La vita essendo energia, obbedisce alle leggi universali della fisica, e quindi si immerge in questo sistema energetico del pianeta. Questo è "l'irraggiamento cosmico", che oltre ai raggi solari, è dato da microonde, sempre presenti, che vibrano ad altissima frequenza, le quali si originano oltre il sistema solare. Tali forze, generano un'energia che pare, essere essenziale per la stimolazione delle funzioni vitali dei viventi. Le energie di origine terrestre, chiamate "irraggiamento tellurico" sono onde elettromagnetiche provenienti dall'attività del nucleo della terra, e danno origine alle correnti telluriche, che possono perturbare il campo magnetico terrestre che per noi è vitale. Ogni anomalia nella costituzione geologica del sottosuolo, può tradursi in superficie in una perturbazione del luogo, tramite linee di forza anomale. Ad esempio, la presenza di corsi d'acqua sotterranei può produrre in superficie degli effetti come: anomalie del campo magnetico terrestre, aumento della carica elettrica dell'aria e del suolo, ecc... E' utile sapere che l'intensità e il potenziale di queste correnti, aumenta con l'avvicinarsi di una depressione atmosferica, quindi particolarmente prima dello scatenarsi dei temporali. Ci sono poi le "correnti idrotelluriche" che sono il risultato dello scorrere dell'acqua all'interno di rocce porose, stimolata da una corrente elettrica di debole intensità esistente tra due terreni di natura molto differente tra loro. L'acqua, solo in questo caso, può risalire le rocce, a causa dell'elettrofiltrazione indotta dalla differenza di potenziale tra i due terreni. Queste correnti generano in superficie della forti perturbazioni energetiche, che hanno effetti devastanti sull'equilibrio e sulla salute della cellula, con effetti come la depressione, oppure vari malesseri fino alle patologie tumorali. Tutto questo non per fare del terrorismo, ma per riflettere sulla verosimile influenza sull'uomo, del luogo geografico dove vive. In presenza dell'incrociarsi delle linee energetiche suddette, ci troviamo di fronte a un punto geopatogeno. Non dimentichiamo che a tutto ciò si devono sovrapporre le emissioni elettromagnetiche da inquinamento industriale di alta frequenza oppure di bassa frequenza dovute dagli elettrodomestici che normalmente utilizziamo. La nostra "fortuna" è che i punti di stress geopatogeno sono individuabili tramite particolari strumenti di misura, e quindi, conoscendoli, possiamo evitare di portarceli in casa, oppure contrariamente si evita di sistemare in quel punto per esempio la camera da letto.

Costruire con la Terra

scritto in apr. '04

L uomo costruisce case in terra da quasi 10.000 anni. Questo dimostra un legame profondo e viscerale tra terra e uomo, non soltanto perché si nutre dei suoi frutti, ma poiché sussiste un’unione interiore di carattere esoterico e spirituale. Senza allontanarci troppo dalla nostra cultura, ritroviamo il legame con la terra a partire dalla civiltà Greca a quella Romana, fino al libro della Genesi dove leggiamo che : Il Signore formò l’uomo dalla polvere della terra e soffiò nelle sue narici un soffio vitale, così diventò un essere vivente. Ma da quando l’uomo costruisce edifici importanti in terra? Ci sono opere in terra di notevole pregio architettonico a partire da migliaia di anni fa: la civiltà egizia con i giganteschi ziggurat e anche diverse piramidi esistenti, la città di Babilonia con le sue mura fortificate, fino ai greci e all’età classica romana. I romani usavano la terra cruda e questo è confermato nel De Architectura di Vitruvio, dove ne spiega le diverse tecniche costruttive. Visitando la città di Pompei si trovano i resti di qualche abitazione costruita con queste tecniche.
In tutta Europa si trovano edifici in terra, e contrariamente a quanto si può pensare, soprattutto in paesi del nord e del centro Europa. Quindi paesi molto piovosi e paesi molto freddi, contano tradizioni costruttive in terra piuttosto rilevanti, ma questo accade anche in paesi molto caldi e desertici. In Italia si è costruito in terra fino agli anni’60/’70; case in terra sono sparse su tutto il territorio nazionale, a partire dai casoni veneti, fino alle case in pisè del Piemonte, attraverso la Toscana, le Marche, la Basilicata, la Calabria e la Sardegna: ogni regione sviluppando un particolare caratteristica costruttiva. Vi sono diverse tecniche costruttive che si possono utilizzare; in tutto il mondo ne sono state classificate ben 18. Alcune di queste tecniche sono molto semplici, mentre altre sono piuttosto interessanti e con risultati egregi da più punti di vista. Si possono indicare tre gruppi diversi per poter realizzare strutture di tipo: - monolitico portante tra queste la tecnica più aggiornata e per noi europei la più nota, è quella della terra battuta o pisè, in cui la terra allo stato secco-umido è posta all’interno di casseformi e compattata con un martello pneumatico - strutture in mattoni mattoni di terra compressi meccanicamente con l’aiuto di presse manuali o presse meccaniche - strutture di riempimento l’impasto di elementi in terra è applicato su strutture portanti in legno Le diverse tecniche hanno subito negli ultimi anni un’attualizzazione importante e interessante; tanto da essere scopo di iniziative costruttive da parte di enti e università europee, da diversi professionisti e anche privati cittadini, (io stessa ho partecipato alla costruzione di un edificio).
I risultati non sono solo incoraggianti, ma sorprendenti, sia dal punto di vista economico che da quello estetico. In particolare l’utilizzo di argille di diverso colore conferisce alla muratura in terra un fascino e una bellezza uniche nel campo delle murature portanti. La terra adatta alla costruzione è quella che troviamo sul posto, vale a dire nel luogo dove si deve costruire, e in particolare, quella compresa nello strato intermedio della crosta terrestre: tra l’humus superficiale e la roccia vera e propria. Le caratteristiche fisiche e meccaniche dipendono molto dalle diverse percentuali di elementi che la costituiscono, che sono: la ghiaia, la sabbia , il limo e l’argilla. Secondo la particolare composizione della terra che si trova in loco, si possono applicare le diverse tecniche costruttive, e comunque si possono migliorare tali caratteristiche con l’aggiunta di alcuni materiali per rendere più stabile e più resistente questo materiale. Perché dovremmo costruire in terra? Perché essa è un eccellente materiale da costruzione, sia in termini tecnici, sia per i requisiti bio-ecologici che la caratterizzano:
- Per la sua facile lavorabilità.................
- Per un basso impatto ambientale
- Per il facile riciclaggio ..........................- Per il suo isolamento termico
- Per il suo isolamento acustico .............- Per la sua igroscopicità
- Per la sua plasticità
E’ dimostrato che la terra possiede una forte inerzia termica che la indica come buona capacità di isolamento termico; adatta quindi per essere utilizzata in zone dai climi estremi: molto caldi, oppure molto freddi. Inoltre la terra può essere utilizzata anche come elemento di finitura come l’intonaco per esempio e già si hanno rilevanti benefici del microclima interno, sia in estate che in inverno. Bastano, infatti, pochi centimetri di intonaco argilloso perché esso comportandosi come una spugna, regoli automaticamente l’umidità presente nell’aria interna, assorbendo quella in eccesso oppure liberandola in caso di ambiente secco; questo meccanismo riporta costantemente i valori di umidità relativa all’interno della fascia di benessere per l’uomo. Lo scopo è quello di sboccare quella mentalità chiusa che ha visto la terra come un materiale povero e poco dignitoso, tanto da essere messa al bando per legge anche in Italia durante l’epoca fascista.
Si vuole invece incoraggiare l’apertura verso un materiale da costruzione millenario, che ancora oggi è in grado di essere utilizzato proprio per le sue caratteristiche particolari, per realizzare murature finalizzate ai diversi scopi, che vanno dall’isolamento termico, oppure per accumulo di calore, oppure per un beneficio nell’umidità interna. Esistono macchinari per la fabbricazione di mattoni in terra, di tipo manuale o semi-automatico (che producono da 300 mattoni a 12.000 mattoni al giorno) mentre quelle industriali aumentano di molto la produzione giornaliera. Le macchine manuali e semi-automatiche sono state progettate per essere trasportare in loco, nel cantiere dove sorge la costruzione, e quindi produrre i mattoni che servono. Questo significa un’importante rivoluzione del ciclo produttivo dei materiali utilizzati e un cambiamento dell’organizzazione del cantiere, che mette alla prova la nostra tradizione; ma pensiamo ai vantaggi che tutto questo può portare soprattutto in termini economici e di impatto ambientale Attraverso opportune raccomandazioni costruttive e certamente qualche compromesso tecnico, questo materiale attualmente oggetto di studi approfonditi, ci farà scoprire molti lati positivi che abbiamo dimenticato.
arch. Sabrina Gentilin

Perchè costruire in Bio-Architettura ?

scritto in apr. '04

Un' opera architettonica dimostra sempre l' epoca in cui è stata concepita, questo perché tutte le arti riproducono la situazione storica e sociale alla quale appartengono. Una corretta architettura dovrebbe rispecchiare i cambiamenti e i dibattiti della società e dell'economia in cui s'inserisce, oppure precedere i tempi dei cambiamenti in atto. Analizziamo quindi il nostro tempo. Con il Protocollo di Kyoto, il mondo ha sancito gli indirizzi che lo sviluppo umano dovrà adottare per affrontare le improrogabili problematiche ambientali. Conosciamo perfettamente quindi la nostra responsabilità nei confronti del pianeta, la lotta per la sopravvivenza della terra e soprattutto per il benessere futuro dell'uomo. Sono necessari allora, enormi cambiamenti culturali e la formazione di professionisti in grado di fornire risposte di qualità nella costruzione di "progetti sostenibili". Lo sviluppo di nuove tecnologie, da applicare ai nostri edifici, deve fare i conti con la limitazione delle risorse; un quesito fondamentale con il quale confrontarsi. L'architettura ecologica si trova a guidare il cosiddetto "movimento d'avanguardia", con nuovi obiettivi culturali che vanno ben oltre alle sbrigative questioni di gusto. Pone domande riguardanti la nuova edilizia e si rivolge, verso le nuove opportunità che la tecnica futura ci apre. La bioedilizia quindi non è soltanto la semplice sostituzione di un materiale dannoso, con un altro materiale non dannoso, o peggio, un ritorno al costruire abitazioni arcaiche in cui non vi è tecnica innovativa e quindi non è malsano. Piuttosto, essa offre una ricerca appassionante per rendere possibile la costruzione di un edifici sempre più "geniali", autonomi negli impianti, e su misura per gli uomini che lo abitano. La nuova edilizia dovrà essere adeguata a noi, alle nostre esigenze fisiche oggettive e spirituali. L'architettura ecologica, è logicamente più adatta di quella tradizionale a sostenere questi cambiamenti. Al sistema dell'edilizia preconfezionata, secondo la logica del "costruire per vendere" , si contrappone un progetto che si occupa maggiormente dei contenuti, rispetto alla confezione superficiale. La sfida degli architetti sarà quindi quella di realizzare edifici ecologici e confortevoli secondo gli standard che conosciamo, ma anche di maggior bellezza rispetto all'edilizia attuale. E' inoltre augurabile che questa architettura si riconosca attraverso un proprio linguaggio e non si camuffi dietro l'apparenza di una costruzione tradizionale, ma piuttosto che metta in risalto il suo nuovo lessico progettuale bioecologico.

arch. Sabrina Gentilin

Solare diffuso e risparmio sulla bolletta

scritto in ott. '03

L'estate 2003 sarà ricordata come quella del caldo eccezionale e della crisi energetica, ma è solo l'inizio, infatti si prevede un'escalation del problema difficile da affrontare; questo offre lo spunto per parlare ancora di energia solare.Adesso il fantasma del back out , incentiva la costruzione di centrali termoelettriche di tipo tradizionale, dimenticando che queste: inquinano, degradano l'ambiente, fanno rumore e danni socio-sanitari, che costano anche a livello economico. La mia convinzione è che dipenda pure da noi, la riuscita dell'unica via alternativa valida contro la costruzione indiscriminata di nuove centrali elettriche sul territorio abitato. Mi riferisco all' espansione di una nuova mentalità ecologica, talmente diffusa tra la popolazione da annullare la politica dello sfruttamento dell'ambiente a discapito di "noi stessi" abitanti delle città. Occorre imboccare la strada delle energie alternative, non solo per la necessità di uno sviluppo sostenibile, ma anche per un concreto risparmio economico; e di questi tempi non è male. I sistemi ad energia pulita, ci sono e funzionano; la ricerca ne ha migliorato il rendimento fino a renderli concretamente più convenienti.
Allora perché non risparmiare dove è possibile?
Lo Stato italiano mette a disposizione di tutti, degli incentivi economici molto interessanti per favorire la diffusione di impianti a energia solare (o a energia alternativa) attraverso due programmi:
1. Promosso dalle regioni, il finanziamento a fondo perduto fino al 25% del costo dell'impianto, a chiunque acquisti e installi impianti termici (e fotovoltaici) a energia solare

2. I costi per gli interventi finalizzati al risparmio di energia (quindi impianti ad energia solare) possono essere detratti per il 36% dalla dichiarazione dei redditi
Questo significa che se sommiamo i due incentivi statali, il risparmio concreto supera il 50% della spesa per l'acquisto e l'installazione dei nuovi impianti. In aggiunta si può aggiungere un 3° incentivo:
3. il risparmio sulla bolletta dell'impianto termico fino al 40% annuo, mentre per gli impianti fotovoltaici il risparmio arriva al 60%
Se tutta l'Italia si dotasse di impianti solari, si produrrebbe un surplus di energia che nei momenti del bisogno verrebbe riversata nella rete. Occorre quindi incentivare il risparmio di energia a tutti i livelli, è solo una questione di buona volontà, ci trasformeremmo tutti in grandi risparmiatori di energia e piccoli produttori autosufficienti, attraverso milioni di micro-impianti diffusi sul territorio.

arch. Sabrina Gentilin